49) Cousinet. Regole pratiche per organizzare il lavoro in classe.
Nelle pagine qui riportate, tratte dal libro Un metodo di lavoro
libero per gruppi (1921, 1925, 1946), Roger Cousinet presenta la
sua metodologia fondata sul lavoro di gruppo liberamente scelto
dagli alunni e accuratamente predisposto dal maestro, il quale
deve preparare, per ciascuna attivit, che dovr essere svolta dai
gruppi, il materiale da utilizzare e gli strumenti necessari.
Cousinet sottolinea che all'insegnante  dato un ruolo diverso da
quello attribuitogli nella scuola tradizionale: egli non  pi
chiamato a trasmettere il suo sapere, ma a collaborare con i
propri alunni alla scoperta del sapere; egli deve fornire le
indicazioni necessarie per iniziare il lavoro di gruppo e deve
mettersi a disposizione degli allievi per aiutarli quando lo
richiedono, stabilendo con loro un rapporto di collaborazione e di
fiducia. La cooperazione, il confronto, la discussione
costituiscono gli aspetti pi significativi dell'esperienza
formativa resa possibile da questa metodologia.
R. Cousinet, Un metodo di lavoro libero per gruppi.
I. - La preparazione della classe.

A) La preparazione dell'insegnante. - Non basta che l'insegnante
sia preparato, cio conosca la tecnica del metodo, sappia quello
che deve fare, occorre che egli si prepari, si trasformi,
dimentichi le sue abitudini e ne prenda altre.

1) Egli non  pi un insegnante che trasmette il suo sapere, ma
come i suoi alunni e insieme ad essi,  un lavoratore che mira
alla scoperta del sapere. Egli ha pi esperienza e pi cognizioni,
si servir dell'una e delle altre per aiutare all'occorrenza gli
alunni, ma  necessario, anzitutto, che prenda questa attitudine
mentale.
E' un ricercatore che ha gi fatto delle scoperte, ma che  pronto
a farne altre (e la vita con i fanciulli gliene far fare). Quando
i fanciulli lo consulteranno perch li aiuti a risolvere una
difficolt, egli deve tenere presente che essi non chiedono un
insegnamento, ma un'informazione come la domanderebbero a un
membro del loro gruppo al quale riconoscessero una maggiore
competenza.

2) Ma anche le informazioni possono essere date in diversa maniera
a seconda dei fanciulli o dei gruppi di fanciulli, a uno precise e
secche, a un altro pi esplicite e commentate, a un terzo
accompagnate da consigli, a un quarto accompagnate da
incoraggiamenti. Bisogna, dunque, che l'insegnante, lontano dai
fanciulli tutte le volte che non hanno bisogno di lui, si abitui e
si eserciti non pi a giudicarli ma a conoscerli. Il suo aiuto
sar cos molto pi efficace.

B) La preparazione del lavoro. - Poich uno dei compiti del metodo
consiste nel ridare ai fanciulli la libert di cui godevano prima
di venire a scuola, di scegliere l'attivit che soddisfa i loro
interessi, occorre che essi, entrando in classe, trovino il pi
gran numero possibile di tipi di attivit sui quali esercitare la
loro scelta. L'esperienza ha mostrato che con il crescere delle
attivit crescono le possibilit di fornire agli interessi
estremamente vari dei fanciulli i punti di partenza di lavori
culturali. Le attivit, man mano che si sviluppano, tendono a
riavvicinarsi e a fornirsi un mutuo appoggio; ma  indispensabile
la diversit dei punti di partenza. Qui esamineremo solo le
principali tra queste attivit, ma ce ne sono molte altre.
Ciascuno potr aggiungere quelle che trover, a condizione che
resti fedele ai due principi essenziali del metodo Cousinet:
libera formazione dei gruppi, libera scelta del lavoro da parte di
ciascun gruppo.
Per la sistemazione della classe, la sola esigenza alla .quale 
necessario sottomettersi,  che ciascun gruppo abbia a sua
disposizione una lavagna. Non si pu infatti eseguire un lavoro
scritto in collaborazione se non a questa condizione. Per il
resto, si pu - ed  molto meglio - affidarsi ai fanciulli che,
come ha mostrato l'esperienza, sanno trarre partito da qualsiasi
mobile scolastico (tavoli-banco, tavoli individuali). Bisogna
lasciarli cercare, provare e riprovare. Imparare a sistemarsi  un
ottimo esercizio.

Ciascuna delle attivit introdotte nella classe comporta:
.
1 Un materiale, cio un oggetto o un insieme di oggetti sui quali
l'attivit si esercita.
2 Un modo d'impiego di questa attivit, un metodo per agire.
Questo metodo  o uno strumento concreto, reale, o uno strumento
spirituale: regole di lavoro.

Bisogna dunque che il maestro, per ciascuna attivit, prepari o
cominci a preparare il materiale e prepari, in seguito, gli
strumenti concreti o i metodi conoscendoli bene in maniera da
sapersene servire.
La preparazione del maestro e la preparazione materiale sono
indispensabili e devono essere fatte prima di sperimentare il
metodo Cousinet. L'esperienza comincer quando il maestro sar
pronto e quando la classe sar pronta. ~ necessario che i
fanciulli sappiano che c' del lavoro ad attenderli e un maestro
pronto ad aiutarli. Bisogna dunque che il maestro si sia procurato
tutte le lavagne che gli occorrono (1 per ogni 6 alunni circa),
che abbia preparato per ciascuna attivit almeno il materiale
sudiciente per l'avvio del lavoro e gli strumenti necessari. Il
materiale e l'attrezzatura saranno messi assieme fuori della
classe e portati in classe soltanto il giorno in cui l'esperienza
comincia, e prima che arrivino gli alunni.


secondo. - Il metodo in atto.

A) Formazione dei gruppi. - Quando il maestro giudica che il
lavoro sia sufficientemente preparato e lui stesso  pronto,
comincia l'esperienza. I fanciulli sono appena entrati in classe,
devono essere a loro volta preparati, cio sapere in che cosa
consister la loro nuova esistenza. Dunque, appena entrati in
classe, il maestro l'informa che ormai il lavoro individuale 
soppresso e che essi sono invitati a dividersi in gruppi,
conformemente alle loro abitudini di gioco e alle loro simpatie
naturali, assolutamente a loro piacere. Non d loro alcun'altra
indicazione e non interviene in alcuna maniera in questa
formazione dei gruppi. E' sottinteso che la costituzione
definitiva dei gruppi pu prendere un certo tempo. Ma  tempo non
perduto, ma guadagnato per lo sviluppo mentale dei fanciulli.
Durante questo tempo, essi fanno esperienze preziose.
Il maestro deve permetter loro di farle e aspettare pazientemente
che siano terminate: specie il primo giorno, al momento della
prima ripartizione in gruppi, che evidentemente si accompagner a
un po' di agitazione e a vivaci scambi di parole, e i giorni
seguenti quando certi gruppi si scioglieranno e si riformeranno in
maniera diversa.

B) Installazione materiale dei gruppi. - Il maestro dunque ha
fatto in modo che ciascun gruppo abbia a disposizione una lavagna.
Per il resto, come ho detto, bisogna avere fiducia nei fanciulli.
Sono abbastanza ingegnosi e abili per sistemare locali a prima
vista assolutamente scomodi. Il loro desiderio manifesto, che va
rispettato,  che ciascun gruppo abbia in qualche maniera la sua
casa anche se lo spazio, che la separa da un'altra casa, e la casa
stessa, sono fittizi. Anche su questo punto bisogna che il maestro
dia prova di pazienza. Lasci i fanciulli sistemarsi a loro
piacimento, impiegando tutto il tempo che sar loro necessario.
L'istinto della propriet  troppo grande nei fanciulli per non
svilupparsi rapidamente in seno ai gruppi.
Oltre al materiale comune, i gruppi collezionano, accanto ai
lavori scritti o ai lavori di creazione, piante, animali
imbalsamati che sono la propriet di ciascun gruppo. Ci vuole
perci una installazione materiale. La migliore  quella che
consiste in casellari, messi lungo il muro della classe,
all'altezza dei fanciulli, ciascuno chiuso da una tenda che scorre
su di un ferro, differente per ciascun gruppo e ornata dai gruppi
stessi secondo il loro gusto. Questa installazione, che  la
migliore, pu essere realizzata dagli stessi alunni durante il
lavoro manuale e se ci non  possibile si contenteranno di
semplici casse di legno bianco che ciascun gruppo dipinge e decora
a modo suo. Trovano sempre il modo di soddisfare questo bisogno
cos pressante della propriet e dell'alloggio.
E' necessario dunque rispettare questo bisogno e il maestro deve
lasciare ai fanciulli sia il tempo richiesto per una prima
sistemazione provvisoria sia, durante l'intero anno, la piena
libert di migliorare o di trasformare la loro installazione.

C) Scelta del lavoro. - I gruppi appena formati (anche
provvisoriamente) chiedono di lavorare. Il maestro informa gli
alunni che possono scegliere tra le differenti attivit preparate
e indica il metodo di queste attivit. I lavori materiali e
artistici sono del tutto liberi. Per i lavori di tipo
intellettuale (o scolastico): lavoro scientifico, storico,
geografico, letterario, si hanno le seguenti regole ( sottinteso
che ciascun gruppo  libero di scegliere il proprio lavoro e di
persistere nella sua scelta tutto il tempo che vuole):
l Il lavoro di ciascun gruppo  scritto sulla lavagna del gruppo.
2 Questo lavoro  presentato al maestro che ne verifica la
correttezza ortografica (una prima volta indicando ai fanciulli
che ci sono parole con errori di ortografia, una seconda volta, se
 necessario, sottolineando lui stesso queste parole e infine, se
occorre, facendole correggere senza dare alcuna spiegazione n
linguistica n grammaticale, a meno che una spiegazione di questo
genere non sia sollecitata dagli alunni). L'esperienza mostra,
infatti, che all'et pregrammaticale l'errore ortografico non 
differente per il fanciullo da un errore d'azione in un esercizio
di lavoro manuale. i? come un falso movimento in un oggetto mal
costruito, simile a un tavolo che ha le gambe disuguali. Bisogna
rettificare i falsi movimenti prodotti da una parola inesatta e
dunque inutilizzabile o poco utilizzabile e rifare il movimento
giusto.
3 Il lavoro  ricopiato sul quaderno di gruppo, illustrato con
uno o pi disegni e presentato di nuovo al maestro.
Questa riproduzione sul quaderno di gruppo si fa in maniera assai
varia e libera. Tutti i membri del gruppo possono mettersi d
accordo per ricopiare il testo dalla lavagna e disegnare a turno
Il controllo pu esser fatto via via che procede la copia, in
quanto chi scrive  sorvegliato dai compagni. Oppure uno o due
compagni, la cui capacit come disegnatori  riconosciuta dagli
altri, si incaricano di eseguire i disegni, ma sempre sotto il
controllo degli altri membri del gruppo che sorvegliano
l'esecuzione, criticano e propongono le modifiche. A volte,
invece, un compagno chiede di eseguire un disegno il cui soggetto
lo attira, ma lascia poi il posto a un altro per un altro disegno.
 (R. Fornaca, Didattica e tecnologie educative. Storia e testi,
Principato, Milano, 1996, pagine 328-331).
